Vengono diffusi in questi giorni i materiali propagandistici delle facezie di Governo, siano esse nazionali o più prettamente comunali. Sono spot, pervasivi sui social, impertinenti… Ma a questa potenza di fuoco mediatica rispondono anche quanti come me hanno detestato la tirannia dei rinnovatori d’Europa, e hanno raccolto materiali e testimonianze su un lavoro di immagine della Capitale che demotiva l’animo storico e storicizzante della stessa, una forma di “abbellimento ad offendere” quelle sensibilità da fringuelli che volentieri impersoniamo. Tutto questo mi fa’ ricordare quelle tante battaglie contro i cosìdetti “ecomostri” che non civilizzano più, perché l’argomento accora la coscienza della gente e pesa sulle casse del contribuente. Fattispecie quando l’abuso entra dalle porte di Roma, campeggia, e si fa prepotentemente gioco di un potere che NON SI CAPISCE DA QUALE PULPITO SIA STATO ACQUISITO!
La gente di Roma ne ha viste tante nel corso del tempo ma tornare ad annusare le polvere, l’impiastramento di un atteggiamento edilizio così improprio e devastante, rammarica, rattrista MA NON DEVE ABBATTERE LA PRESENZA NOSTRA, PERCHÈ DI ESPERIENZA E DI FEDE.
“È come se ci avessero bombardato il centro storico!”
Me ne sto in silenzio quest’oggi, avanti alla tastiera, perché più parole non ho davanti agli scatti raccolti negli ultimi giorni, qua e là, vicino ai nuovi “cantieri della malora”.
La settimana Santa ci conduca al momento più estasiante della Resurrezione di Nostro Signore con una consapevolezza maggiorata oltreché chiarificata: il malessere del mondo alberga da qualche tempo anche sul Sacro suolo di Roma.


